La mostra "Peter Greenaway Artworks"

La mostra ai Voltoni del Guazzatoio del Palazzo della Pilotta consta di circa 180 quadri, prodotti dall'artista inglese dal 1963 ad oggi, realizzati con diverse tecniche.
Sono presenti diverse serie incentrate sullo studio in chiave moderna dei paesaggi (per es. Stellarscape), sulle mappe (A Walk Through H), sull'utilizzo della griglia come struttura e chiave di lettura di una realtà polimorfica (per es. The Frame Series), sulla ripetitività delle serie numeriche, sull'accostamento di frammenti in collage (The Chinese Wallet, In the Dark), ecc., sulle tonalità dei colori come elemento unificatore non narrativo, sull'acqua, elemento da sempre di primaria importanza per Greenaway (Flying Over Water), etc.
Particolarmente interessanti le serie A Walk through H, The Falls, Prospero's Allegories che hanno preceduto gli omonimi film.

Serie presenti:
Stellarscapes (1968; 4 opere)
Pointilist Relief (1977; 7 opere)
The Chinese Wallet (1972; 4 opere)
Dear Phone (1973; 8 opere)
A Walk Through H (1976-78; 36 opere)
100 Windmills (1978; 17 opere)
The Falls (1978-80; 6 opere)
Prospero's Allegories (1991; 11 opere)
The Audience Series (1993; 6 opere)
The Frame Series (1994; 4 opere)
In the Dark (1996, 4 opere)
Flying Over Water (1997; 3 opere)

Sono inoltre presenti alcuni quadri della serie dei Blackboard paintings, del 1999. Queste opere sono tutte dipinte sulla superficie nera di una lavagna.
Gli ultimi quadri esposti appartengono ad un nuovo progetto: una serie che prenderà il nome di 92 e che sarà costituita, appunto, da 92 quadri.

"Ho recentemento iniziato la realizzaione di una vasta serie di dipinti che, come collezione, sarà probabilmente chiamata 92. Il numero atomico dell'uranio è novantadue";
"Un giorno potrà essere detto che la storia del ventesimo secolo è ruotata attorno all'uranio, primo propellente nucleare e ragione letterale e metaforica di gran parte della storia del ventesimo secolo".

Gli ultimi progetti di Greenaway, anche quelli cinematografici, vertono tutti sulla riflessione su questo numero, che è il numero atomico dell'uranio, l'elemento che, secondo l'artista inglese, ha segnato il nostro secolo, dallo scoppio della bomba di Hiroshima alla caduta del muro di Berlino, e la sua vita ("In un certo senso sono un bambino dell'era dell'uranio(uranium baby). La storia dell'uranio in qualche modo ha un percorso politico e psicologico parallelo alla mia vita").
Lo stesso nuovo progetto cinematografico dell'artista, La valigia di Tulse Luper, presentato quest'anno a Venezia, è sottotitolato Storia dell'uranio nel xx secolo.